NEWS

25 Marzo 2024

RICERCA STAMPATELLO

LA SCRITTURA MANUALE DEI GIOVANI: CAMBIAMENTI E RISULTATI DI UNO STUDIO

Premessa
La Grafologia è una disciplina relativamente recente. Validare scientificamente i parametri che ha adottato nel corso degli anni è quanto mai necessario per stilarne una sorta di ampio protocollo.
Inoltre, la scrittura è qualcosa di vivo che, come il corpo e la psiche, è mutevole, in continuo cambiamento, sotto la spinta della realtà fisica che si trasforma ed evolve senza sosta.
Non bisogna dimenticare che, come ogni disciplina che ha per oggetto lo studio del comportamento umano, è impossibile tradurre tout court le osservazioni e i dati che se ne ricavano in tabelle, numeri, statistiche, conformità: è insito nell’essere umano il dinamismo e soprattutto l’inconoscibile —che possiamo chiamare inconscio, spirito, Sé, anima— e questa parte dell’essere umano in ogni caso non è mai del tutto descrivibile né oggettivamente conoscibile.
Sta alla sensibilità e alle attitudini empatiche di chi si definisce Grafologo la capacità di parlare dell’essere
umano con rispetto e discrezione, sottostando alle regole dettate dalla deontologia professionale.

Grafologia
La grafologia è un “discorso sulla grafia”, cioè sui gesti e sulle forme prodotte dalla mano che scrive. La
scrittura è la caratteristica principale che distingue l’umanità da tutti gli altri abitanti del pianeta e la sua
comparsa, risalente a qualche millennio fa, ha rivoluzionato i modi di vivere e la nostra stessa mente.
Si scrive ancora come una volta?
Certamente no, basta accostare una grafia di oggi, del XXI secolo, con una delle tante esaminate da Padre Moretti a metà del 900, per cogliere immediatamente il lasso temporale che le allontana.
È una realtà: non si scrive più come una volta. Alcune definizioni del Moretti non trovano riscontro oggi nelle grafie manuali. Molte le cause. Gli strumenti per scrivere sono mutati; le persone sono mutate; la scuola non è più il luogo principale dove imparare a leggere e a scrivere con la penna. Tablet, tastiere, schermi sono entrati nelle abitudini di tutti noi, soprattutto dei giovanissimi.
Al di là di differenze estetiche e di stile formale è ancora possibile analizzare lo scrivente attraverso il suo peculiare modo di scrivere le lettere e di affrontare il foglio bianco?
Come possiamo dimostrarlo?
Queste domande ci hanno spinti a cercare i gesti e i segni e le sindromi che la mano compie e crea mentre scrive, oggi come ieri. La scrittura, infatti, come il corpo umano, sebbene sia in continua evoluzione e cambiamento, rimane unica, e connotata da infinite sfaccettature e manifestazioni.
Sono evidenti la vastità e la complessità dell’argomento e la difficoltà a non svilire e non impoverire le mille sfaccettature che emergono da ogni scrittura, quale manifestazione di una singola persona, con sue
caratteristiche ben precise. Da qui ha preso le mosse la Ricerca di A.G.I. Lombardia sulla scrittura, in
particolare quella giovanile. Da giovani, infatti, si è più sensibili e suscettibili ai cambiamenti culturali e
ambientali, e le scritture offrono uno specchio chiaro dei cambiamenti in atto.

Condividi