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9 Luglio 2021

L’ANGELO DI CHURCHILL di Nicoletta Maggi

© foto Vivere Ancona

Un agente segreto di Sua Maestà il Re Giorgio VI, inviata da Winston Churchill nella Francia occupata dai nazisti, con il nome in codice di un profumo, il suo preferito: Jicky di Guerlain.

Jicky, ovvero Hazel Smith (Juvénal Smith da sposata), slanciata, altera, bionda, pelle di porcellana, facoltosa, colta, raffinata aristocratica inglese, nella vita certamente avrebbe potuto fare altro, condurre quanto meno un’esistenza più tranquilla e piena di agi. Preferì arruolarsi nel SOE, l’esercito segreto di Sir Winston, che la volle soprattutto per la sua elevatissima specializzazione in perizia calligrafia, una vera scienza. Lei sapeva descrivere la personalità degli individui solo leggendo poche parole da loro scritte a mano.

Quando lesse, ad esempio, senza conoscerlo personalmente, una frase scritta a mano di Umberto Bossi ammalato nel 2004 decretò:” Questo uomo è molto forte, ce la farà”. Jicky subì, mentre era incinta, le torture della Gestapo, in una cella gelida senza letto, dove la scaraventarono a terra.

Chissà se un giorno il governo britannico le renderà un’onorificenza nel piccolo cimitero della bellissima Sirolo nelle Marche, dove nel 2011 a 97 anni volle essere sepolta nella nuda terra.

Nicoletta Maggi, giornalista e scrittrice, interprete e traduttore, consulente di inglese e tedesco per i tribunali, laurea quadriennale alla Libera Università di Lingue e Comunicazione di Milano, ha reso omaggio alla straordinaria amica inglese, consigliera di vita, con il libro “L’angelo di Churchill” (Media & Books). La prefazione è dell’ex corrispondente a Roma del Financial Times, Guy Dinmore. La citazione iniziale è del professor Mario Maggi, insegnante di matematica e scienze, medico veterinario, cultore di storia locale.

Nicoletta, chiamata da Jicky, Nico, con un accento che in perfetto inglese, quello doc, originale, l’unico che secondo Churchill bisognava parlare, suonava Nicou, conobbe la 007 a Numana, sulla Riviera del Conero nelle Marche di cui è nativa. Che quella raffinata antiquaria, con alle spalle già una relazione importante con un uomo della Resistenza francese e un matrimonio con un esponente della prestigiosa famiglia parigina della moda Hermès, matrimonio da lei stessa interrotto perché non provava più “passione”, fosse uno 007 lo venne a sapere quasi all’ultimo. Perché glielo confessò la stessa Jicky. Un segreto grande, enorme che la Maggi da persona e professionista “very reserved”, si direbbe in inglese, quale è ha tenuto per anni dentro di sé.

Fino alla pubblicazione di questo bel libro, asciutto, agile e coinvolgente, in memoria di quell’Angelo di Sir Winston. La quale proprio perché uno “spook”, uno spettro, come definiscono al MI6 gli agenti nelle liste secretate, o forse per un errore è rimasta “invisibile anche da morta”.

Nicoletta ha fatto tutte le ricerche possibili. Il suo libro è ricco di documentazione storica sulla vita della grande inglese e spera che questa sua opera, in omaggio a coloro che si batterono, a rischio della vita, annientando la propria, per la nostra libertà, un giorno possa essere utile a un riconoscimento ufficiale del governo inglese a quella piccola lapide bianca a terra. A uno di quegli angeli decisivi nella guerra al nazifascismo, una di quelle eroine celebrate dalla Principessa Anna. L’autrice ricostruisce tutta la girandola di frequentissimi spostamenti di Jicky da Sirolo per l’Europa e il mondo, fino in India.

Cosa che fa supporre che la grande inglese sessantenne fosse ancora al servizio del governo britannico. A Sirolo Jicky si innamorò di un tipografo del Corriere Adriatico, Paolo, di 26 anni più giovane di lei.

Ma la 007 di Sua Maestà era ancora così bella e affascinante che riuscì, anche per le capacità del suo mestiere, a fargli credere di averne 17 di meno. Un grande amore fortemente corrisposto che andò avanti per anni con un uomo comune molto diverso da lei. Un amore però con un epilogo amaro che provocò la rottura dei rapporti di Jicky con suo figlio e l’adorata nipote. Ma lei non rimase sola, la sua bella casa di Sirolo era sempre piena di intellettuali, di esponenti del mondo imprenditoriale dell’alta moda. Del resto gli 007 di Churchill erano anche definiti “armata degli intellettuali”.

Jicky, come sottolinea la Maggi, non volle mai raccontare la sua storia a nessuno, “non era da talk show o da libri di memorie come altre fecero”.

(Articolo da Start Magazine)

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