Il metodo Morettiano

La grafologia morettiana si base su alcuni principi fondamentali, che costituiscono una guida al metodo sviluppato nel tempo dal maestro. Di seguito la sintesi di tali leggi:

1. La spontaneità del gesto grafico

È necessario che la scrittura sia spontanea affinché sia esaminabile.

Nota: Quanto più la scrittura è spontanea, più è esaminabile. Spontanea significa vergata in modo naturale come se dovesse essere letta solo dallo scrivente. Non importa se lo scrivente abbia o meno imparato a esprimersi correttamente; la grafologia infatti non esamina il contenuto, le parole, i concetti, ma la forma, il disegno, il movimento della mano.

2. La dinamica del gesto grafico

Ogni segno grafologico deve essere considerato nel suo movimento, non solo nella sua figura o forma.
Deve cioè essere osservato come gesto in azione, non come gesto statico.

3. I segni grafologici

È necessario conoscere il significato e il valore di tutti i segni grafologici.

Nota: Moretti identifica nel suo ‘Trattato’ 82 segni grafologici. Lo stesso Moretti nel lavoro concreto delle analisi, ha utilizzato anche dei segni non codificati nel ‘Trattato’ (chiamati poi ‘Altri segni morettiani’). Il problema del numero dei segni grafologici è comunque irrilevante e secondario sia perché il sistema morettiano è fondamentalmente aperto, sia perché alcuni segni possono essere definiti con due termini diversi pur indicando, in pratica, gradi differenti e/o complementari dello stesso fenomeno psicografico.

4. La misurazione dei segni

Il grado o il valore dei segni si misura in decimi:
0/10 è l’assenza del segno; 1/10 indica il grado minimo; 5/10 indica il grado medio; 10/10 il grado massimo.

Nota: La misurazione parte dal grado 10 difficilmente raggiungibile in una scrittura, come è difficilmente raggiungibile l’unità. Soprattutto importa se il grado è sotto mediocrità, o nella mediocrità o sopra la mediocrità. Nel calcolo reale non bisogna allontanarsi infatti dalla malleabilità della psicologia; quindi non bisogna misurare in modo decisamente matematico, perché il metodo è matematico per la precisione, ma nella applicazione si deve adattare alla psicologia che non è matematica. Alcuni segni sono costituiti da una sola caratteristica grafica, mentre altri sono più complessi e risultano dalla contemporanea presenza di vari elementi o addirittura di vari altri segni. I criteri di misurazione variano da segno a segno e possono essere: angolare o goniometrico, proporzionale, millimetrico, differenziale o complementare, frequenziale o percentuale, additivo, frequenziale o ritmico, frazionario o misto.  Se è vero, in genere, che al grado medio del segno corrisponde un rispettivo valore psicologico medio, per alcuni segni il valore 5/10 offre delle indicazioni minime mentre per altri indicazioni più spiccate. Il valore dei segni vale tanto per l’uomo quanto per la donna, mentre le manifestazioni pratiche variano a seconda della natura del sesso.

5. Segni e tendenze

Un segno è indice costantemente di una sola e specifica tendenza affettivo-attiva, intellettiva e somatica, benché possa essere accresciuto di forza o diminuito dalla presenza di altri segni. In altre parole, benché il segno in se stesso ha un significato, nella combinazione degli altri segni può assumere significati vari secondo le richieste della combinazione psicologica ma mai contrari al significato dello stesso segno.

6. La manifestazione dei segni

Qualunque segno grafologico che si manifesti in una scrittura, ha la sua corrispondente manifestazione nell’intelletto,
nella sfera affettivo-attiva e a livello somatico perché nell’uomo tutto è unito.

Nota: Di conseguenza: i segni che sono principalmente e direttamente dell’intelletto, toccano anche la parte somatica e le disposizioni affettivo-attive; i segni che direttamente e principalmente si riferiscono alle disposizioni affettivo-attive, toccano anche la parte dell’intelletto e la parte somatica; e i segni che principalmente e direttamente riguardano la parte somatica toccano anche la parte intellettiva e le disposizioni affettivo-attive.

7. Il peso dei segni

Gli aspetti del temperamento vengono indicati dai segni sostanziali; in mancanza di questi dai modificanti e in mancanza di questi e di quelli dagli accidentali. Dato che i sostanziali siano meno forti di qualche modificante, è il modificante che allora impronta il temperamento e dato che un accidentale sia più forte dei sostanziali e dei modificanti, è quest’ultimo che impronta il temperamento.

8. I segni e i temperamenti

Gli aspetti cognitivo-temperamentali del carattere trovano fondamento su uno dei quattro temperamenti: cessione, resistenza, assalto e attesa. I temperamenti vengono a formare quattro ‘specie universali’ che devono avere delle sottospecie, dette caratteri. La divisione in quattro temperamenti principali è alla sommità della scala e tutte le altre divisioni sono sotto di essa. Tutti i segni grafologici possono essere divisi secondo la divisione imposta dal quadruplice temperamento.

9. Il segno principe

Il segno principe è quello che impronta il temperamento dello scrivente. Il segno principe è il segno sostanziale
di maggior grado relativo alla disposizione affettivo-attiva.

10. La combinazione dei segni

Il carattere è dato dalla combinazione del segno principe con i restanti segni che possono essere favorevoli, contrari o indifferenti: i fautori ne saranno gli aiutanti; i contrari limitano la portata del segno principe e dei fautori; gli indifferenti prestano la loro opera secondo la forza del segno principe e dei fautori.

11. L'esame grafologico

Per effettuare un’analisi grafologica è necessario:
– Cercare i segni grafologici di una scrittura 
– Suddividerli in sostanziali, modificanti e accidentali
– Per ogni gruppo, suddividere i segni che riguardano le disposizioni affettive-attive e quelli che riguardano le attitudini intellettuali 
– Individuare il segno principe 
– Individuare i segni favorevoli, contrari e indifferenti al segno principe.

12. L'evoluzione del gesto grafico

L’uomo cresce, matura e invecchia senza mai perdere la propria fisionomia somatica; così il suo gesto grafico.