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5 Maggio 2020

Progetto di ricerca: Cosa ci dice la Firma?

Non più solo Stampatello! Un nuovo progetto ci sta entusiasmando

Le misure adottate dal Governo, ai tempi del Coronavirus, non hanno fermato le attività del nostro Gruppo di Ricerca. Pur non potendo spostarci liberamente per la città, per raggiungere la nostra sede, non ci siamo lasciati scoraggiare. Volevamo continuare le nostre analisi sulle scritture in Stampatello, così, fin dall’esordio di questa forzata clausura, abbiamo iniziato a sentirci in ordine sparso, videochiamandoci sul cellulare: dapprima un po’ timidamente, ma subito dopo, ritrovato un rinnovato entusiasmo, abbiamo cominciato ad organizzarci più proficuamente, incontrandoci periodicamente a piccoli gruppi su Skype e, dal piccolo gruppo alla riunione allargata, al gran completo, il passo è stato breve!

Ed ora, non più solo Stampatello! Un nuovo progetto ci sta entusiasmando: “Cosa ci dice la Firma?”.

Vi spieghiamo a cosa stiamo pensando.

Premesso che il tema Firma, analizzata in rapporto ai testi predisposti, rientra nei parametri di studio della nostra ricerca, tuttora in corso e riguardante la grafologabilità dello stampatello, abbiamo pensato, a partire dalla varietà delle firme via via incontrate, di poter raccontare la persona anche attraverso l’osservazione e l’esame della sua sola Firma.

Ma perché la sola Firma? Perché la Firma gode di una grande libertà grafica, maggiore di quella della scrittura stessa, ed è un atto creativo, frutto di una scelta stilistica personale. Ha valore performativo, in quanto (come ci suggerisce P. Pastena nel suo ‘Dizionario di perizie grafiche’ (2017) pag. 476) l’apposizione della Firma comporta “… il compimento di un’azione socialmente riconosciuta ed emessa in circostanze appropriate”.

La Firma può interpretare, inoltre, il principio unificatore di una scrittura che si avvale di stili diversi: un aggregatore tematico, con la funzione di rendere più facile la comprensione del come mai “per scrivere” si scelga di adottare uno stile di scrittura corsiva, a stampatello o mixata.

Da qui, ha preso avvio il nostro nuovo Piano di Lavoro. L’obiettivo primario è stato quello di individuare una metodologia di osservazione della sola Firma e, per realizzarlo, ci siamo appoggiati su un metodo di ricerca già consolidato, prendendo spunto dallo schema di lavoro già applicato ai tre campioni di grafie della nostra Ricerca.

La Firma, se presa in sé stessa, può essere considerata come sintesi comunicativa del nostro modo di proporci all’esterno: una postura o un gesto fuggitivo, capace di produrre una figura studiata o un disegno liberatorio, un’immagine ricercata o uno scarabocchio isolato dal contesto. il linguaggio della Firma ci parla di un quarto (o di un quinto) stile grafico del tutto personale, che apre al più ampio concetto di “reputazione-autopresentazione”.

Osservando la Firma di una persona possiamo tentare di riconoscere e distinguere le due realtà della sua personalità: quella più intima (l’io individuale) e quella sociale (la persona, la maschera), per cercare di comprendere se queste due realtà siano più o meno integrate, studiando gli aspetti di coerenza / incoerenza o di compatibilità fra lo stile grafico di Nome e Cognome e ricercando eventuali conferme dal confronto di stile scrittorio tra Firma e testo grafico, rilasciato dal soggetto stesso.

La Firma può aiutarci a capire alcuni tratti della persona, indipendentemente dalla sua etnia, nazionalità e cultura; dalla sua alta o scarsa scolarizzazione; dalla capacità di padroneggiare o meno la nostra lingua madre.

La Firma rappresenta, inoltre, il nostro lato “personaggio”: una finestra tra il nostro piano interno ed esterno, tra spazio privato e spazio pubblico; oggi più che mai, valore comunicativo/espressivo di impatto immediato; un tipo di etichetta (un hashtag”) di cui sempre più ci si avvale nella comunicazione odierna, sul web e sui social network.

E, perché no, il saper “decifrare il linguaggio” della Firma può soddisfare anche la curiosità che possiamo avere nei confronti di un personaggio pubbico che ci attira da sempre.

Da ultimo solo in elenco, ma ovviamente “in primis” per il valore simbolico che il progetto può rappresentare in seno alla nostra Associazione, l’analisi e l’osservazione della Firma costituiscono un tema di grande interesse per AGI Lombardia: una chiave di lettura capace di fornire al Grafologo importanti risvolti professionali, da utilizzare in tutti gli ambiti specialistici di analisi del gesto grafico.

In Grafologia Aziendale, le informazioni acquisite dalla “lettura” della Firma, permettono di meglio orientare l’analisi grafologica dei candidati che presentano i loro curricula scritti in stampatello.

Nella Grafologia Familiare, l’interpretazione della Firma consente di individuare e comprendere più a fondo le abilità del ragazzo e di riconoscere e sostenere le risorse dell’adolescente nell’orientamento scolastico-professionale.

Nella Grafologia forense, sono numerosi gli spunti di rilievo utili alla definizione dei vari casi peritali; in questo campo, l’impostazione metodologica di analisi della Firma consente: di mettere in relazione i dati raccolti sulle firme autografe delle scritture in verifica disponibili, con i dati ottenuti dall’esame dei saggi grafici (i cui testi sono spesso rilasciati a stampatello), integrandoli, ove occorra, con la richiesta di ulteriore materiale comparativo; di definire in maniera più approfondita, in base alle dinamiche grafiche soggettive rilevate, l’evoluzione della maturità grafica (livello grafico) del soggetto in esame, in relazione all’età e alle sue eventuali patologie; di individuare in maniera più precisa l’ambito di variabilità soggettiva, ovvero le costanti e le variabili dello stile grafico delle firme stesse (o delle sigle) rilasciate in tempi diversi, attraverso un adeguato campionario di sottoscrizioni comparative; di migliorare la qualità dei riscontri rilevati dallo studio dei moduli (molto spesso compilati a stampatello) afferenti le indagini in ambito criminologico e criminalistico; ma anche la possibilità di interpretare i significati di disegni, graffiti, diciture o dipinti murali, nonché le firme di artisti, le etichette od altri elementi grafici presenti su anonimo-grafie.

Insomma, se consideriamo la Firma come biosintesi della persona, come il suo precipitato, la sua biografia, allora siamo autorizzati ad analizzarne la grafia rilevandone, nel suo insieme, le categorie grafiche generali, ma anche osservandone nel contempo l’immagine d’insieme (come una GESTALT), riferendosi all’organizzazione grafica e al simbolismo spaziale, fattori che assumono carattere unificante.

Nella Firma, il sistema di lettura del segno grafologico e il rilievo delle caratteristiche del gesto grafico si basano sull’osservazione di un brevissimo scritto (Nome e Cognome) e sulla percezione di alternanza dei ritmi di forma, di movimento e di spazio che ci suggerisce l’immagine della stessa breve grafia (interpretazione motoria). Nell’indagine grafologica della Firma, inoltre, rivestono particolare importanza: sia lo studio della configurazione delle forme, che la disposizione spaziale della Firma in rapporto al testo e al foglio (simbolismo spaziale); come pure lo sviluppo delle varie zone grafiche (l’ampiezza delle forme e dei gesti grafici che possono assumere diversa direzione, o produrre lacci, paraffi, gonfiature), in relazione ai criteri di precedenza di Nome e Cognome e dei relativi criteri di omogeneità semiologica (o meno) nel rapporto tra Nome e Cognome (interpretazione simbolica).

Cominciamo, da questo mese, con l’offrirvi il primo saggio di una serie di personaggi famosi, proposto dalla nostra Socia Patrizia Rizzi che, applicando per esercizio la nostra metodologia di osservazione della Firma, ci ha consegnato un ritratto parlante di un personaggio molto caro alla cultura milanese: Franca Valeri.

Il Gruppo Ricerca

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