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14 Agosto 2020

Cosa ci dice la firma? Ritratto parlante di Luchino Visconti

LUCHINO VISCONTI (1906/1976) - UN MAESTRO DEL CINEMA

Osservando la firma di questo signore di 68 anni, tutta proiettata a destra, notiamo subito un’alta oscura nel nome ed un cognome totalmente indecifrabile. Sapendo che si tratta di Luchino Visconti, discendente di una nobile e antichissima famiglia milanese, è risaputo che sia stato un simpatizzante del Partito Comunista Italiano e, soffermandomi sul cognome (con un grado di Oscura di 10 decimi) mi è venuto naturale pensare che volesse quasi nascondere la sua aristocratica estrazione perché contraria all’ideologia politica dell’epoca (non dobbiamo dimenticare il pensiero comune di quegli anni). Se assecondiamo questa supposizione, è facile intuire che siamo di fronte ad un uomo che dà al nome (l’intimo) un valore superiore rispetto al cognome (l’ufficialità pubblica), perché questo è “contaminato” dai suoi nobili antenati. Questa mia sensazione potrebbe essere rafforzata dal diverso livello del nome rispetto al cognome; una specie di contrasto intimo.  Al contrario, si potrebbe valutare questa oscurità come una sorta di recondita vanità, come se il soggetto pensasse «è pleonastico sottolineare la mia appartenenza ad un illustre casato». Balza all’occhio anche l’iniziale minuscola del nome che svetta su esso e, unendo i tre lati, possiamo vedere il disegno di un triangolo scaleno che forma un illusorio Spadiforme discendente, ma non vediamo gli elementi per approfondire questo pensiero riguardo al segno (nel nome è solo accennato uno Spadiforme del 3° tipo). Indipendentemente dall’immaginario triangolo, se abbiamo l’impressione che nel nome la scrittura possa andare verso la discendenza, altresì notiamo che, nel cognome. prontamente, la persona si desta e, con una scossa, cambia registro.  

La parte intima del soggetto mostra notevole ambizione e desiderio di mantenere e rafforzare il grande successo che il mondo gli ha già tributato. Il segno Attaccata in alto grado sia nel nome che nel cognome, il movimento progressivo e il buon grado di Curva, seppur con gancio e un angolo evidente, mi fanno pensare ad una persona che affronta gli altri senza indugi e sa intrattenere delle soddisfacenti relazioni. Il semplice paraffo che sottolinea l’intera firma, con un gancio a sinistra, va verso destra sfumando e, con discrezione, accentua la vanità della persona; più convinto, a clava è quello che sottolinea la data; entrambi sono gesti non regressivi, ma il secondo è fermo, conclusivo, quasi impositivo. Vediamo dei ganci anche nella data e tutti, a parte uno, tendono al curvo. Siamo di fronte ad un uomo interessante, con sfaccettature intuitive, di velocità, immediatezza e spontaneità; a questo proposito non possiamo non accennare a Visconti regista, in quanto artista pignolo all’inverosimile; i segni grafologici di questa caratteristica mi pare di non riscontrarli nella firma ed è più evidente la controllata creatività.   

Il Calibro del nome presenta variazioni che vanno va 3 a 8 mm, mentre per l’indecifrabile cognome si va dai 4 ai 6 mm; la media è Calibro Alto che ci conferma quanto già intuito osservando l’insieme. Non dimentichiamo che siamo al cospetto di un personaggio di fama internazionale e il suo inconscio cerca il palcoscenico che ha sempre avuto e agogna ancora. 
Il movimento continuo, senza alcuna titubanza, la fluidità nel nome e l’ascendenza, ci portano verso una persona dall’indole disponibile, disinvolta e ottimista, capace di adattarsi e dalla firma mi pare di intuire la presenza di Angolo C in giusto grado.
Le Larghezze si notano soprattutto per un eccessivo, a tratti, Largo tra lettere che si associa a Profusa e questo mi porta verso una persona generosa che, a seconda delle situazioni, può esserlo in maniera ingiustificata, che tende all’esagerazione. Anche l’anno è scritto con caratteri decisi e ben formati e pure qui è evidente l’aria fra i numeri.

Siccome è una firma che si caratterizza soprattutto nel nome (il cognome potrebbe essere interpretato come un disegno astratto) con un’iniziale vistosa ed alleggerita e un tratto iniziale che ricorda un lieve movimento ammanierato, possiamo pensare che siamo davanti ad un uomo che nel complesso presenta una mente libera, che respira, e che, nel nome, non sente l’esigenza di voler apparire quella che non è. Il cognome si presenta con un’alternanza di segni alquanto criptici, vediamo tre angoli ben evidenti ed intuiamo che anche le Larghezze sono in grado inferiore al nome. Se non ricordo male, ad un seminario Antonello Pizzi precisò che i puntini delle i alti identificano una persona che considera molto rilevanti gli aspetti secondari (il regista Visconti per girare scene in cui comparivano dei nobili, pretendeva che fossero dei veri nobili e i fiori recisi e il denaro fossero anch’essi autentici).  Nel 1972 Visconti venne colpito da ictus che lo paralizzò nella parte sinistra e, sono convinto che, se non lo sapessi, indipendentemente dalla parte lesa, non intuirei che questa firma è fatta da una persona che ha subito un così grave trauma (riparleremo di questo aspetto quando ci occuperemo di Hitchcock).

Antonio Perolfi

Antonio Perolfi

Grafologo e membro del Gruppo Ricerca di AGI Lombardia

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